Il metodo Lean Startup: cos’è e come funziona

Redazione BacktoWork 26/10/2020

Per lanciare un nuovo prodotto o avviare un progetto di business occorrono risorse e capitali. Evitare inutili sprechi di tempo e denaro, o peggio ancora errori dovuti alla non adeguata comprensione dei reali bisogni dei clienti, può risultare decisivo, in particolar modo per una startup, che difficilmente può permettersi “false partenze”. La metodologia Lean intende fornire una soluzione proprio a questo problema: il suo obiettivo ultimo è permettere alla startup di ridurre drasticamente tempi, costi e le probabilità di fallimento, evitando di investire più del minimo necessario nella fase di creazione e validazione del proprio progetto o prodotto.

Il metodo nasce dal lavoro dell’imprenditore e consulente americano Eric Ries, che nel 2011 pubblica il libro The Lean Startup. La risonanza delle intuizioni di Ries è stata tale che il suo metodo è stato analizzato in ben 69 ricerche accademiche (dati 2020). Oggi si tratta di un approccio molto utilizzato dagli startupper in tutto il mondo, perché consente di massimizzare le capacità aziendali, anche se è possibile adattare il metodo a ogni tipo di business nell’ambito dell’innovazione.

Creazione, Misurazione e Apprendimento: tre azioni per una Lean Startup vincente

I concetti cardine elaborati da Eric Ries derivano dall’applicazione delle teorie di Lean Thinking e Lean Manufacturing, volte ad aumentare l’efficienza e minimizzare gli sprechi, e dall’utilizzo di metodologie chiamate “agili”, che permettono di attuare cambiamenti, facendo in modo che il “costo del cambiamento” non sia troppo oneroso.

L’intero processo Lean si compone di tre fasi che si alternano ciclicamente tra di loro: Creazione - Misurazione - Apprendimento. Presupposto basilare della metodologia è la centralità del cliente. Fondamentale in questo senso è comprendere chi è il cliente, quale prodotto potrebbe soddisfarne i bisogni e perché. 1604574786.jpg

Una volta compreso il problema-cliente, il primo passo da compiere è la realizzazione di un prodotto base da sottoporre ad un gruppo ristretto di clienti-tester, in maniera tale da poter raccogliere e analizzare i feedback da loro ricevuti e apportare i necessari interventi. A questo stadio è necessario concretizzare un MVP (Minimum Viable Product), prodotto che ha caratteristiche di base atte a funzionare ma facilmente modificabili e integrabili, e che verrà poi ancora sviluppato e migliorato, e infine lanciato sul mercato, raggiungendo un pubblico di potenziali consumatori ben più ampio. 

I risultati portati dall’MVP vengono confrontati con quelli che sono gli obiettivi generali della startup e queste informazioni saranno utilizzate durante tutto il processo di sviluppo e validazione del prodotto (Feedback Loop). Il MVP permette alla startup di capire se qualcuno trova utile la soluzione proposta, oppure se è il caso di modificare l’idea di partenza o abbandonare il progetto

La raccolta e analisi dei dati è essenziale. Grazie ai feedback dei primi clienti è possibile impiegare al meglio le risorse aziendali disponibili ed evitare di creare un prodotto “superfluo”, non richiesto dal mercato.

Il metodo di Ries prevede la continua applicazione delle tre fasi build-measure-learn, costruendo il più velocemente possibile il proprio prodotto (o servizio), verificandone e misurandone i risultati e, infine, utilizzando i dati così ottenuti per migliorare il prodotto, ripetendo poi ciclicamente il procedimento. 


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