Behere, il social business dei luoghi chiude round da 200k
L’esperienza del manager investitore specializzato in business intelligence.Ferraresi: «Con il team guidato da Alberto Bassi operazione in tempi rapidi e certi»

La città a portata di smartphone dove persone, attività commerciali e professionisti interagiscono tra loro in tempo reale, in modo diretto e senza filtri: tutto questo è la community BeHere, lanciata nel 2016 dal team dell’omonima start up modenese guidata da Federico Ferraresi.

 “BeHere m’App” nasce con l’obiettivo di digitalizzare le attività commerciali e promuovere le azioni di marketing di commercianti, negozianti, ristoratori e più in generale piccole imprese che oggi, nel 95% dei casi, sono poco presenti nel mondo web e non sfruttano le dinamiche della comunicazione digitale. Il nostro modello di business unisce infatti il digitale all’editoria, offrendo da un lato una mappa digitale fruibile dallo smartphone tramite la App behere (piattaforma multitasking con diversificati servizi all’utente e al commerciante), accompagnata da una mappa cartografica behere dedicata al territorio in questione. Con più di 5000 contratti attivi, 100 città social e un fatturato di circa 1,5 milione di euro a fine 2016, BeHere è entrata nel network BacktoWork24 chiudendo un round di finanziamento di 200k, provenienti da un unico investitore che ha deciso di puntare su una realtà con ampi margini di crescita. Un caso di successo raccontato proprio da Vitaliano Emanuele, affermato manager con un background internazionale che è entrato a far parte del Cda dell’azienda, investendo non solo capitali ma anche un know-how sviluppato nella lunga esperienza professionale all’interno di importanti multinazionali.

Quali i motivi che l’hanno spinta a investire in BeHere?

«Sono stato conquistato dall’idea di affiancare la comunicazione digitale a quella editoriale -spiega il manager Emanuele-. BeHere nasce dalla padronanza delle nuove modalità di comunicazione e di promozione per via informatica diffuse nel mondo, e le trasla nella realtà geografica e culturale italiana veicolando il networking anche per via cartacea, e costruendo un marketing di prossimità. Penso che questa sia l’essenza della innovazione: affiancare le persone e le strutture locali in maniera tradizionale e rassicurante (una piantina, un cartellone, un totem…) e accompagnarle nella dimensione globale informatica delle applicazioni per smartphone».

Qual è la reale innovazione dell’App?

«Behere offre una vera e propria evoluzione dei social. L’App consente a persone, attività e professionisti di interagire dal vivo e on-line. I luoghi  del network “Behere” (contraddistinti da una giraffa verde) vengono evidenziati nella App auto geo localizzante installata sul proprio telefono mobile: la singola persona potrà contattare ed essere contattato da altri utenti locali via chat, ricercare esercenti suddivisi per categoria merceologica, entrare in un circuito qualificato. Allo stesso tempo l’esercente può promuovere in tempo reale delle promozioni riservate ai Behere people, continuative o spot, ed effettuare azioni di e-commerce a costo zero. Da oggi behere possiede infatti anche una piattaforma per la vendita dei prodotti integrata nell’applicazione, tramite cui il commerciante e l’utente behere possono realizzare la compravendita di beni e servizi.  

Oggi circa il 90% delle attività commerciali non è in grado di attrarre nuova clientela e di fidelizzarla –ha sottolineato Vitaliano Emanuele– a causa di un modello di comunicazione basato ancora solo su carta stampata. La grande innovazione introdotta da BeHere risiede proprio nel concetto di doppia piattaforma che mette in relazione gli esercenti e gli utenti: BeHere viene in aiuto al singolo negoziante che, a differenza delle grosse catene e dei centri commerciali, non ha le risorse e i mezzi per comunicare su vasta scala. La nostra è una grande sfida anche a supporto dello sviluppo locale e nazionale, promuovendo l’economia italiana che si contraddistingue per una massiccia presenza di realtà piccole e medie. BeHere è uno strumento di promozione pensato per loro, moderno e attuale».

Come è venuto a conoscenza del canale BacktoWork24?

«Dal punto di vista personale io sono un curioso, e dal punto di vista professionale -anche per il mio doppio ruolo di responsabile acquisti di una multinazionale, e rappresentante italiano ad un tavolo internazionale- devo tenermi costantemente aggiornato ed effettuare una generalizzata business intelligence, anche tramite lettura di giornali e ascolto di qualificati network radiofonici come Radio24. Ed è proprio dal canale radiofonico del gruppo che sono venuto a conoscenza dell’attività di BacktoWork24 e degli incontri che organizzati periodicamente in via Monte Rosa con l’obiettivo di mettere in contatto le idee imprenditoriali più innovative con gli investitori più lungimiranti. Così, ho approfondito il tema su internet, mi sono iscritto al network, e ho partecipato ad alcune giornate d’incontro».

Come giudica l’esperienza con BacktoWork24?

«Molto positiva. Innanzitutto voglio precisare che BacktoWork24 ha fornito un valore aggiunto durante l’incontro con il management della startup, consentendo una rapida finalizzazione dell’accordo. Il team di BacktoWork24 guidato da Alberto Bassi gode di un’ottima reputazione, e facendo affidamento su questo mi sono potuto concentrare maggiormente sulla tipologia dell’azienda, sui prodotti e sui servizi, sul business e sugli scenari operativi. Quando si investe in un’idea il “che cosa” è fondamentale, ma per tanti aspetti è ancora più importante il “chi” ti illustra questa idea, poiché si possono trarre sin da subito rilevanti considerazioni. E questo è un aspetto che emerge grazie al ruolo di player di BacktoWork24».

Lei è entrato a far parte del Cda di BeHere. Di cosa si occuperà principalmente e con quali obiettivi?

«Io arrivo in BeHere nella doppia veste di investitore e amministratore. Porto con me una pluriennale esperienza manageriale e collaborerò nella definizione delle strategie commerciali e nell’analisi dei trend. Mi aspetto una rapida crescita e un forte sviluppo, con il sogno di approdare presto a una quotazione in Borsa».

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