BIOGENERA: investire in nuove terapie per l’oncologia pediatrica
La Biotech Company dedicata alla ricerca e sviluppo di cure per i piccoli pazienti e il coraggio di investire in progetti innovativi e sperimentali

Ci sono investimenti che non incidono solo sulle performance economiche di chi vi scommette, ma che hanno ricadute sociali altamente impattanti, grazie a modelli imprenditoriali che spingono sullo sviluppo dell’intera collettività. È il caso di BIOGENERA, la prima biotech company che ha sviluppato “MyGeneratm” la piattaforma unica ed altamente innovativa per la creazione e sviluppo di nuovi farmaci personalizzati a DNA, fondata su un approccio che agisce a livello dei geni, in modo specifico e selettivo.

Il primo ambito di applicazione è l’oncologia, dove le attività di ricerca di un team esperto che vede al lavoro giovani ricercatori e che coinvolge scienziati di fama internazionale, hanno già condotto all’identificazione e sviluppo del primo farmaco specifico per la cura di tumori pediatrici incurabili, che ha già ottenuto il riconoscimento ufficiale come Farmaco Orfano dall’Agenzia Europea del Farmaco per la cura del Neuroblastoma (tumore pediatrico più mortale) e dei Sarcomi delle parti molli. L’obiettivo è quello di sviluppare nuovi rami aziendali e ampliare la gamma di attività rispetto alle numerose patologie attualmente prive di cure, spingendosi verso una medicina “paziente-specifica”. Un progetto entrato a far parte della rete di BacktoWork24, che vede come fondatori il farmacologo prof. Roberto Tonelli del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, e il prof. Andrea Pession, Ordinario del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dello stesso Ateneo, che da anni conducono studi in questo settore.


Qual è lo stato attuale del mercato collegato all’oncologia pediatrica?

«Il cancro è la prima causa di morte nell’età compresa da 0 a 18 anni nei Paesi industrializzati – spiega il prof. Tonelli - ogni anno circa 200mila bambini nel mondo sono colpiti da tumore. In Europa, circa 3.000 piccoli pazienti (500 in Italia) muoiono ogni anno di cancro: c’è quindi un evidente e urgente bisogno di cure più efficaci e meno tossiche.


Quali sono le terapie che rientrano nella categoria dei cosiddetti “farmaci orfani”? Qual è la legislazione in merito?

«BIOGENERA risponde innanzitutto ad un aspetto etico fondamentale: generare nuove cure per malattie attualmente incurabili, prime tra queste quelle legate ai bambini. Tutti i farmaci per l’oncologia pediatrica rientrano nella categoria dei “farmaci orfani”, che vengono così definiti perché destinati a patologie rare e non ancora curabili. Le legislazioni sui farmaci orfani di vari paesi (tra cui Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia) offrono numerosi vantaggi di mercato, burocratici e procedurali per le società che vogliono svilupparli e produrli. Questi vantaggi non si sono tuttavia ancora concretizzati in un maggiore sforzo per lo sviluppo di farmaci orfani specifici per l’oncologia pediatrica».


Qual è il punto di forza di BIOGENERA, che con la sua divisione R&D impiega oltre 15 ricercatori nei laboratori nei pressi di Bologna (Ozzano Emilia)? 

 «Sicuramente l’utilizzo di una biotecnologia altamente innovativa di farmaci oligonucleotidi anti-gene a DNA. La tecnologia anti-gene previene la formazione di un RNA e proteina target coinvolta nel processo di una patologia, producendo un beneficio terapeutico per il paziente. Inoltre essa offre alla ricerca il vantaggio enorme di poter progettare razionalmente il futuro farmaco e identificare la molecola in tempi più ristretti, basandosi sulla sequenza del DNA del gene da bloccare».


A scommettere su questo progetto è un manager che negli anni ha ricoperto ruoli apicali nelle multinazionali del food: Daniele d’Amuri. Un incontro, quello tra l’investitore e BIOGENERA, avvenuto grazie a BacktoWork24, la società del Gruppo 24 Ore che ha sancito l’inizio di un percorso congiunto, volto a sfruttare le nuove tecnologie per ottimizzare i processi tradizionali legati al mondo della ricerca.       


Da CFO di aziende del calibro di Ferrero e Lavazza a Advisor di Biogenera: cos’è che l’ha spinta a investire in questa azienda dal profilo così atipico?   

«Le mie precedenti esperienze professionali si sono concluse nel 2015 – racconta d’Amuri - ma sentivo fortemente l’esigenza di rimettermi in gioco e di trovare realtà stimolanti e performanti a cui poter trasferire le competenze acquisiste in tantissimi anni, grazie ai ruoli di executive ricoperti in molteplici realtà imprenditoriali. Attraverso il web e le segnalazioni di colleghi, alcuni mesi fa sono approdato all’interno del network di BacktoWork24 per cercare nuove strade. Ho iniziato così a frequentare via Monte Rosa, partecipando agli incontri e ai tavoli di lavoro dove avveniva il matching tra le aziende e gli investitori. Poi un giorno è scoccata la scintilla che ha acceso l’interesse: tra gli aggiornamenti continui e le proposte inoltrate dallo staff di BacktoWork24, c’era il pitch di BIOGENERA. Prima l’incontro one2one, poi la fase intermedia di reciproca conoscenza e l’attività di due diligence volta a individuare i termini dell’operazione, infine – ad inizio 2016 - la sottoscrizione dell’accordo con l’aumento di capitale. La partecipazione in BIOGENERA significa contribuire alla crescita e alla realizzazione di una realtà unica nel panorama farmaceutico, con orizzonti di crescita internazionali».


Non solo fondi, ma soprattutto competenze da apportare con l’obiettivo di potenziare il marketing. Qual è l’obiettivo a medio termine di BIOGENERA?

«L’obiettivo principale attuale di BIOGENERA è la conclusione della fase clinica I, in un primo gruppo di bambini con tumori incurabili (previsto nella seconda parte del 2017). Secondo gli attuali studi di settore condotti in ambito oncologico, alla fine della fase clinica I, il valore medio di un prodotto biotecnologico con potenzialità di mercato simili al farmaco in oggetto, aumenta di circa 3 volte, mentre al completamento della fase clinica II e III, l’aumento di valore è di circa 6 volte e 17 volte rispettivamente. Queste premesse portano alla consapevolezza di poter ottenere un’elevata valorizzazione economica dell’investimento».


Qual è il progress dei lavori?       

«Il farmaco-test specifico per i tumori dei bambini con caratteristiche aggressive è solo uno dei tanti farmaci della piattaforma. Secondo le previsioni la società inizierà a fatturare nel 2020, ma BIOGENERA necessita ancora di capitali: il team è impegnato per la costruzione del piano industriale che sarà funzionale al sesto round di raccolta, rivolgendosi agli investitori istituzionali, così come ai piccoli risparmiatori che credono in questo progetto».


Una catena del valore, quella costruita attraverso la rete, che è frutto di un’attenta ricerca       

«Il punto di forza di BacktoWork24 è stato quello di aver immediatamente compreso quale valore potevo apportare al progetto di BIOGENERA. Così è nata questa collaborazione, una collaborazione dai nuovi e ampi orizzonti».

 

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