Cloud Pathology Group: quando la startup innovativa non la fanno i ragazzi
Il team di BacktoWork24 ha gestito per Cloud Pathology due operazioni di investimento: l’ entrata in società di un investitore operativo, MassimoCella, e la raccolta di capitale tramite il co-investimento di altri soci di minoranza.

Cloud Pathology Group è una startup innovativa nata nel febbraio del 2012 dall’iniziativa di Giampiero Duglio e Giancarlo Chiovini, due manager di grande esperienza nel settore sanitario, che hanno deciso di portare l’innovazione tecnologica in un campo molto specifico: l’anatomia patologica. Dopo tre anni dall’inizio del progetto la startup è ora sul mercato. Abbiamo fatto alcune domande ai protagonisti di questo percorso e vogliamo condividerle con i nostri follower:

Ci racconti la sua esperienza prima di questa nuova avventura:

Giampiero Duglio: “la mia storia professionale è sicuramente segnata prima di tutto dall’esperienza in Studio Ambrosetti dove sono rimasto 20 anni di cui 10 nella posizione di amministratore delegato del gruppo. Esperienza fondamentale perché mi ha permesso di venire in contatto con realtà appartenenti ad oltre 20 settori e di sentire il gusto straordinario che ha l’impresa. Dopo questa esperienza, e dopo molte altre in posizioni di vertice nel settore della sanità, sono andato in pensione e mi sono trovato estremamente a disagio per cui, avendo lavorato tantissimo nella sanità, ho pensato che era il momento di mettere le mie competenze in un’area che ritenevo fosse di successo."

Giancarlo Chiovini: “Faccio parte del consiglio di amministrazione di Cloud Pathology e seguo questo progetto dal suo inizio. Vengo dal settore informatica e per una ventina d’anni ho fatto il direttore del personale, dopodichè sono passato al gruppo San Donato, primo gruppo ospedaliero d’Italia. Quasi vent’anni fa ho incontrato Duglio e abbiamo avuto assieme diverse esperienze nel settore sanità, dove mi sono impratichito nelle cessioni di rami d’azienda e da questa esperienza è nata la curiosità per le procedure che derivino dall’applicazione di nuova tecnologia."

Massimo Cella: “Ingegnere, la mia carriera inizia in IBM e si sviluppa in altre due multinazionali del settore IT (Olivetti ed EMC2) sempre su posizione di management commerciale. Prima di conoscere Duglio non avevo esperienza nel settore della sanità ma sono stato lo stesso attratto da questa opportunità sia per la qualità delle persone sia per l’idea che aveva diverse caratteristiche innovative ed un ottimo potenziale di sviluppo. Ho creduto quindi che le mie esperienze potessero servire per completare le competenze già presenti in azienda, portando un’esperienza di tipo industriale e internazionale. Ho sempre lavorato in ambienti multinazionali e quindi l’idea di far partire una multinazionale italiana era sfidante!”

Qualche parola sul vostro progetto:

Tutti: “Cloud Pathology è la prima società in Italia ad aver investito potentemente nei servizi di diagnosi di anatomo-patologia basate sulle tecnologie digitali, partendo dall’enorme competenza scientifica dei patologi italiani. L’innovazione di processo che proponiamo porta ad un cambiamento molto forte nel modo di lavorare dei patologi e dei tecnici di laboratorio. È stata eliminata la fisicità del vetrino digitalizzando le immagini, rivoluzionando le modalità di tracciabilità e di archiviazione e innovando la modalità di diagnosi che ora viene fatta con nuovi strumenti che permettono un approccio fino ad ora nemmeno preso in considerazione. Grazie all’utilizzo del software ad hoc il nostro sistema permette di fare sharing di know how distribuendo i casi secondo la specializzazione e cavalcando il trend verso la multi-disciplinarietà che ha influenzato la medicina negli ultimi anni. Non ultimo, presenta un enorme vantaggio per quanto riguarda lo storage dei dati: sostituendo gli archivi di vetrini, che per legge devono essere conservati almeno 10 anni, con immagini digitali a maggior risoluzione archiviati in cloud, non solo si vanno a diminuire lo spazio e i costi ma migliora decisamente il livello del servizio.”

Perché ricercare proprio un manager/investitore e non un finanziamento bancario?

Duglio: “Cloud Pathology aveva svolto tutti i passi necessari per presentarsi sul mercato ma, vista la nostra esperienza professionale, non volevamo buttarci in un’avventura: le avventure non sono nel nostro DNA. Ci mancava ancora qualcosa e in quel momento mi fu presentato BacktoWork24. Due cose mi hanno interessato particolarmente. La prima di carattere generale: avere delle risorse che non sono messe a frutto è un delitto e lasciare tutti questi manager in queste condizioni è un delitto per loro e per la società. La seconda cosa che mi ha subito interessato è che BacktoWork24 chiedesse al manager non solo l’ impegno professionale ma anche un impegno finanziario. Questo all’imprenditore da una garanzia doppia!”

Ing. Cella, perché si è rivolto a Backtowork24?

Cella: “La prima volta che mi è stata presentata questa iniziativa per me è stata una folgorazione. Giocare un ruolo pensante e mettermi in gioco a 360° era quello che stavo cerando e che tante società di head hunting non mi offrivano.”

Praticamente è stato un colpo di fulmine che è sbocciato in un matrimonio?

Duglio: “Assolutamente! Non sono neanche andato a valutare delle altre alternative all’ing. Cella; l’ho incontrato, la sua esperienza nel settore IT per noi era di grande interesse e il rapporto è stato subito molto concreto. A quel punto Chiovini, da uomo delle risorse umane, ha detto si e ha benedetto l’unione. E’ proprio l’idea che è stata il collante vero, l’idea di BacktoWork24.” 


Dopo l’entrata del manager/investitore Cella c’era ancora necessità di capitale per lo sviluppo dell’attività e quindi il Club Deal, raccolta di capitale attraverso il co-investimento di diversi soggetti:

Per essere stato il primo Club Deal organizzato da BacktoWork24 la raccolta e la risposta degli investitori sono state interessanti: come avete vissuto questa esperienza?

Duglio: “Ci è stata presentata questa opportunità del Club Deal e abbiamo detto: “bhe, why not?” . Noi avevamo ancora esigenza di capitali per procedere con il piano di investimenti e questa opportunità ci è sembrata subito interessante. “ 

Cella: “È stato inoltre un bel banco di prova, in quanto abbiamo dovuto relazionarci con persone e con professionalità molto diverse, da chi proveniva dal mondo dell’industria a chi proveniva dal mondo dei servizi. Persone che poi hanno deciso di investire nell’azienda e in noi.” 

Chiovini: ”Il vantaggio è che spezzettando l’investimento con lo strumento del Club Deal si da l’opportunità a chi si affaccia al mondo dell’investimento a rischio di non sconvolgere la propria situazione, investendo una parte delle proprie risorse in aziende con una grande opportunità di crescita e di sviluppo. Ci saranno poi quelli che guardando a questo mondo si innamoreranno ancora di più e ci saranno quelli che diranno “non fa per me” se si riuscisse a portare verso l’investimento imprenditoriale l’un percento di quella massa enorme di risparmio che c’è in Italia sarebbe una rivoluzione.”

Dopo questo matrimonio allargato, quali sono i prossimi passi?

Tutti: “I prossimi passi sono legati a filo doppio a due grandi novità nel settore. È stato da poco approvato un decreto legislativo che riduce il numero di anatomie patologiche per abitante creando quindi una forte esigenza di efficentamento in quanto ogni anatomia patologica dovrà servire un maggior numero di pazienti con tutte le problematiche che ne conseguono. In aggiunta a questo sono da poco uscite le linee guida del Consiglio Superiore di Sanità, struttura competente del Ministero della Salute, che riguardano l’anatomopatologia. In queste linee guida ci sono due cose di un’enorme importanza: tutto il processo di analisi deve essere tracciabile, dal prelievo del materiale biologico (sangue, biopsia, ecc) allo storage degli strumenti di diagnosi, e l’archiviazione da ora può essere o fisica o digitale. Tutto questo porta a liberare i magazzini degli ospedali da metri cubi di vetro e ridurre al massimo la possibilità di rottura, perdita, degradazione. Un ospedale medio in 10 anni accumula circa 500.000 vetrini. Fortunatamente Cloud Pathology ha sempre assunto questi due punti come assi portanti nella costruzione dei propri servizi. Si trova quindi nella condizione di assicurare alla clientela l’immediata e sicura applicazione delle linee guida.”

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