Con la startup Bioenutra gli scarti delle olive diventano risorsa
Grazie a BacktoWork24 nuove sinergie e capitali per l’azienda di Ginosa che valorizza i prodotti del territorio pugliese

L’innovazione si fonde con la natura e con il senso di responsabilità verso il proprio territorio, con l’obiettivo di trasformare una fonte di criticità ambientale in un’opportunità di sviluppo e di business. È questo il leitmotiv dell’ambizioso progetto condotto da Bioenutra, startup guidata dall’ingegnere Pasquale Moretti, che è riuscita ad avviare, partendo dalla bellezza degli ulivi pugliesi, un modello di economia circolare basata sul riciclo, promuovendo un modo di vivere green nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.

«Dagli scarti della spremitura delle olive, ovvero dalle acque di vegetazione – spiega il CEO Moretti – riusciamo a produrre gli estratti polifenolici, ovvero concentrati di principi attivi dalle ricche proprietà antiossidanti, che possono avere molteplici effetti positivi sulla salute umana. Grazie alla loro azione protettiva rispetto all’attacco dei radicali liberi, svolgono azioni antinfiammatorie, anti-aging, di protezione del sistema cardiocircolatorio, ecc. Si realizzano quindi prodotti con alto valore aggiunto, destinati a diversi settori tra cui quello nutraceutico, farmaceutico e cosmetico». Un approccio dove scienza, salute e agricoltura sono diventati veri e propri asset vincenti del business model della società di Ginosa, catturando l’attenzione e la collaborazione dell’investitore Salvatore Scarpulla – chimico farmaceutico catanese e socio fondatore di Molecular Investigations -  durante il Club Deal di BacktoWork24, la società guidata da Alberto Bassi. Incontro che già oggi raccoglie i suoi primi importanti frutti, dimostrando l’importanza del matching tra competenze e capitali offerti dal Gruppo di via Monte Rosa.

Da laboratorio in fase sperimentale a futuro impianto industriale: come nasce l’idea di Bioenutra? 

«Ad un certo punto della vita ti accorgi quanto sia importante fare qualcosa per il benessere dei nostri figli e della nostra comunità – sottolinea Moretti - parlando con i soci fondatori, ci siamo resi conto della ricchezza del territorio pugliese e della sua forte vocazione agricola, che purtroppo ancora oggi non è valorizzata pienamente. Utilizzando il nostro know now abbiamo dunque pensato di avviare un’attività di sperimentazione per mettere a punto un processo unico e alternativo, capace di recuperare dalle materie prime “scartate”, dunque a costo zero, quei principi attivi utili per il nostro organismo. Con il supporto proficuo dei Dipartimenti di Farmacia – Scienze del Farmaco (DFFS) e Scienze Agro-Ambientali e Territoriali (DISAAT) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, siamo riusciti in meno di tre anni a trasformare un problema in una risorsa e in un’occasione di sviluppo di business, realizzando il progetto di investimento di Bioenutra».

Un meccanismo che attiva un’economia circolare sul territorio. Come funziona il processo e che tipo di impatto sociale ha?   

«La materia che abbiamo voluto prendere in considerazione è il succo di spremitura delle olive, un sottoprodotto generato durante la lavorazione della produzione olearia, attualmente ritenuto elemento di scarto. Attraverso il nostro processo naturale – attualmente in fase di brevettazione -  basato su biotecnologie e senza l’aggiunta di solventi e composti chimici di altro genere, riusciamo ad estrarre dalle suddette acque di vegetazione una parte “pregiata”, un estratto ricco di principi attivi polifenolici ed in particolare di una preziosissima molecola, l’idrossitirosolo. Un prodotto che può essere dunque utilizzato nelle sostanze nutraceutiche, farmaceutiche ma anche cosmetiche per via delle sue proprietà antiossidanti e anti-aging. Non solo, dal punto di vista imprenditoriale, l’infrastruttura produttiva avrà interessanti ricadute sulla collettività, offrendo oltre 10 posti di lavoro».

Quali saranno i prossimi step di Bioenutra?        

«Attualmente ci stiamo interfacciando con l’estero, sondando e ottenendo i primi feedback dal mercato tedesco, statunitense e da quello dell’estremo Oriente. Grazie ai fondi raccolti incrementeremo le azioni di marketing su questi mercati e svilupperemo ulteriormente le attività di ricerca che abbiamo finora condotto. Entro quest’anno partiremo con la produzione della prima linea di prodotto messo a punto con le precedenti attività di ricerca e sviluppo, realizzando un impianto pilota su scala semi-industriale, per la produzione di principi attivi polifenolici, mentre per l’anno 2018 prevediamo la realizzazione di un frantoio per tenere sotto controllo tutta la filiera di produzione, dal campo fino al prodotto finito».

Un progetto che non è passato inosservato durante il Club Deal organizzato da BacktoWork24 

«Il motivo per il quale ci siamo rivolti a BacktoWork24 è stato quello di voler finalmente procedere con la realizzazione dell’infrastruttura e di potenziare le nostre attività di ricerca e marketing, sia per dimostrare effettivamente i risultati ottenuti, sia per perseguire la nostra filosofia green che vede anche il nostro impegno in prima linea nella risoluzione di annosi problemi legati allo smaltimento dei sottoprodotti dell’agroindustria. BacktoWork24 ci ha aiutato ad organizzare l’incontro con manager e potenziali investitori che potevano apportare non solto un contributo significativo al capitale utile per la realizzazione dell’impianto, ma anche un valore aggiunto in termini di competenze rispetto alla nostra vision imprenditoriale. Grazie al lavoro della società del Gruppo 24Ore, con il background scientifico dell’investitore Salvatore Scarpulla stiamo costruendo sinergie in chiave tecnica, con particolare focus sul business e sulla creazione di nuovi prodotti».

Una visione imprenditoriale innovativa confermata anche dal manager che ha investito su questo progetto che unisce tradizione e nuove tecnologie: «Il lavoro di BacktoWork24 è stato fondamentale perché è riuscito a trasformare questo momento di networking in un’opportunità di crescita e di business per la mia figura – spiega l’investitore Scarpulla – Ho voluto successivamente conoscere direttamente l’azienda e il territorio nel quale opera, un’occasione che mi ha permesso di avvalorare maggiormente la business idea di Bioenutra. Dopo il nostro incontro, abbiamo iniziato a valutare insieme gli aspetti da completare per poter avviare la prima campagna di produzione».

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