FoodIT’s, quando il manager incontra l’investimento vincente

Francesco Caffa:«Grazie a BacktoWork24 ho trovato l'idea di business che cercavo da tempo. E in un solo mese trattativa chiusa e start dei lavori»


Il Food system – settore dinamico e con un trend di crescita costante – ha una nuova ricetta, pronta a rivoluzionare il mercato della ristorazione e della gastronomia. Gli ingredienti principali? Un mix dove la tradizione culinaria italiana si unisce all’innovazione di prodotto, diventando leva di competitività a livello internazionale. A raccogliere la sfida lanciata dalla startup FoodIT’s – l’azienda nata con l’obiettivo di produrre e commercializzare cibi personalizzabili, cotti a bassa temperatura e sottovuoto, destinati al settore b2b - è stato un manager/investitore del circuito di BacktoWork24.

Francesco Caffa (56 anni), tecnologo alimentare con esperienze professionali nelle multinazionali di settore, finanziando un’operazione che per impegno e capitali messi si posiziona come uno dei deal più rilevanti di BacktoWork24, ha intrapreso un percorso che lo ha spinto – in breve tempo – verso questa nuova avventura imprenditoriale, che a settembre prenderà il via sul territorio nazionale per poi approdare all’estero con la formula del franchising. Lo abbiamo intervistato proprio mentre si trovava in cantiere - nel triangolo milanese - dove tra qualche mese diventerà operativo il primo centro cottura capace di produrre fino a 2mila pasti al giorno, una vera e propria centrale operativa con cucina dimostrativa e locali per la didattica.

Quali sono i punti di forza del progetto, quelli che l’hanno spinta a investire per fare ingresso nel board di questa nuova startup?

«Nel settore del food permangono ancora diverse criticità che necessitano di soluzioni pratiche e concrete per rendere sempre più efficienti i processi della filiera, mantenendo alta la qualità dei prodotti e dei servizi. I cibi personalizzabili, cotti a bassa temperatura e sottovuoto, a firma Foodit’s, non dovranno essere rigenerati, saranno gluten free e senza additivi, pur garantendo texture (consistenza) e flavour (sapore e profumi) allo stesso livello della cucina tradizionale. La standardizzazione e la replicabilità dei processi, realizzati con bassi costi grazie alla razionalizzazione e all’automazione della supply chain, consentiranno inoltre a questo nuovo format di fare business in modo flessibile e low cost, consentendo la personalizzazione dei prodotti e riducendo gli sprechi alimentari. Credo fermamente nel successo dell’iniziativa, che sulla carta promette margini di redditività davvero interessanti, con picchi del 35% di Ebitda in pochi anni».

Quali gli step che hanno portato alla selezione della startup e al conseguente, importante, investimento?   

«Ho seguito alcuni corsi di specializzazione presso la sede del Gruppo 24 Ore, ed è lì che ho scoperto BacktoWork24, realtà che offre ai manager l’opportunità di incontrare realtà ad alto potenziale di crescita. Cercavo già da diversi mesi un modello di business vincente su cui scommettere, in grado di appassionarmi e di reinvestire non solo fondi ma anche know-how acquisito in tantissimi anni di esperienza presso grandi aziende di vari settori alimentari. Il team di BacktoWork24 ha effettuato uno scouting, profilando le aziende maggiormente interessanti e inviandomi i teaser con i dettagli delle business-idea. Attraverso incontri one2one ho valutato 11 realtà, tra Pmi e startup, che potevano soddisfare il mio target e ho ristretto la cerchia a tre. Poi è arrivato Foodit’s e non ho avuto dubbi: l’offerta del mio capitale aveva finalmente incontrato la domanda più innovativa. In un mese abbiamo chiuso la trattativa per metterci subito all’opera e realizzare il centro cottura ed il FoodTruck, tutto elettrico, per promuovere la tradizione del cibo italiano di strada».

Come verranno utilizzati i fondi del primo round di finanziamento?

«Oltre a investire sull’acquisto iniziale delle attrezzature (forni, abbattitori, macchine sottovuoto, confezionatrici), vogliamo spingere col marketing – continua Caffa – realizzando oltre al FoodTruck, anche un Bistrot con somministrazione take away ed angolo market del “pronto in casa”. Una formula easy, non servita al tavolo, che coniuga la somministrazione alla vendita a scaffale dei nostri prodotti, ma con una fascia di prezzo concorrenziale. Una delle nostre mission è quella di diventare un’azienda leader del settore ristorazione e gastronomia, dal forte impatto green “percepito naturalmente e immediatamente” con un menu ricco di referenze a rotazione stagionale, in grado di dare un’identità forte al nostro brand. Per far questo, ovviamente, cerchiamo nuovi finanziatori e per questo continueremo il percorso già intrapreso con BacktoWork24, prendendo parte ad eventi importanti che culmineranno con la partecipazione al 31° Salone del Franchising di Milano dove abbiamo prenotato 100 mq per esporre sia il FoodTruck, che un primo modulo del Bistrot. Facendoci conoscere siamo certi di incontrare nuovi manager disposti a scommettere su questo business model, che promette di rivoluzionare il settore e aprire nuovi interessanti scenari legati alla tradizione del cibo made in Italy».

 

 

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