Papèm un “seed round” da 430mila euro con la finanza alternativa
Fashion e hi-tech: i due player della finanza alternativa BacktoWork24 e Equinvest lanciano la start up palermitana che abbatte le barriere del retail

Il perfetto compagno di shopping che individua con un click il vestito delle migliori marche nelle tue vicinanze? Esiste e si chiama Papèm, la prima App italiana per smartphone nata nel 2016 da una start-up made in Sicily. Capitanata dal palermitano Alberto Lo Bue - 26 anni - Papém ingloba, tra Milano e la sua città natale, una squadra under 30 di ex-Rocket Internet ed esperti del settore abbigliamento (Carlo Alberto Lipari e Roberto Pirrone in prima linea) che credono fortemente nel rilancio dell’imprenditoria del Sud Italia. Un modo innovativo e alternativo che riesce a combinare la disponibilità immediata dei prodotti (taglie, colori, modelli) e la prova dei capi prima dell’acquisto – tipico dello shopping fisico – con la varietà e il vantaggio del risparmio che caratterizzano ormai lo shop online, sorprendendo così il consumatore.        

 «Papèm è un’esplosione di novità quotidiane in termini di prodotti e offerte – spiega il founder Alberto Lo Bue, una laurea in Economia alla Bocconi, un master a Londra e tanta esperienza all’estero per formarsi e crescere professionalmente – per tale motivo abbiamo deciso di chiamare così il brand, perché è il suono onomatopeico dell’emozione che il nostro utente prova con il suo utilizzo». Un’idea semplice quanto ambiziosa che incuriosisce il mercato del fashion retail e convince non pochi investitori a fare ingresso nella loro governance societaria per accelerare crescita e sviluppo. La sinergia con la società che fa incontrare investitori e aziende BacktoWork24 e la piattaforma di equity crowdfunding Equinvest, ha consentito alla start up di ottenere in pochi mesi dal suo lancio un aumento di capitale considerevole – un “seed round” da 430mila euro - da parte di gruppo di manager che consentiranno l’implementazione di nuove strategie e modelli di business capaci di far affermare Papém quale leader nel mercato nazionale. Una storia di successo e di crescita rapida - oggi la startup conta più di 200 cento tra brand, boutique, designer emergenti e artigiani - che ha permesso di accorciare definitivamente le distanze tra i negozi fisici e quelli online.

Qual è stata la “leva” che ha fatto incuriosire e ha convinto gli investitori? 

«La nostra forza attrattiva è rappresentata dalla capacità di proporre un progetto molto ambizioso, ben strutturato e definito in tutti i suoi aspetti. Abbiamo fatto soprattutto leva sulla potenzialità di Papèm, che per la prima volta nel mercato italiano del fashion, è riuscita ad abbattere le barriere tra i negozi fisici e online, proponendo ogni giorno i prodotti presenti nei punti vendita del brand in tempo reale e le offerte esclusivamente riservate alla community garantite per 24 ore dal momento della “prenotazione” nei negozi di moda e design che fanno parte del network. In questo modo - spiega il giovane - garantiamo il vantaggio di prezzo tipico dello shop online, senza però l’effetto collaterale dei resi, che quando si tratta di abbigliamento e arredo, possono raggiungere anche la soglia del 40%. Per questo l'operazione ha avuto grande successo, coinvolgendo profili molto variegati di investitori (dai top manager provenienti dal comparto retail a imprenditori con skill hi-tech) i quali hanno compreso la professionalità e il background formativo del nostro team».


Come verranno impiegati i nuovi capitali e quali i progetti futuri che metterete in campo grazie al know how dei nuovi manager? 

 «L’investimento ottenuto sicuramente consentirà nei prossimi dodici mesi di lavorare sul progetto in maniera performante, con l’obiettivo di far diventare Papèm leader nello shopping omnicanale sul territorio nazionale, estendendo il nostro raggio d’attività in altre città italiane e puntando lo sguardo oltre i nostri confini già a partire dal prossimo anno».

Quali sono gli obiettivi nel breve e medio termine?

«L’approccio omnicanale rappresenta ormai un trend in continua crescita su cui si stanno uniformando i principali brand di settore, per tale motivo a breve termine stiamo avviando operazioni di posizionamento del brand e lavorando davvero molto sul nostro prodotto con nuove funzionalità. L’obiettivo è quello di renderlo perfetto sotto ogni punto di vista: per i nostri utenti in un’ottica prettamente b2c; per i brand coinvolti che sin da subito hanno riposto fiducia su questo progetto. Successivamente il team agirà per potenziare il settore marketing, asset fondamentale per estendere il servizio a nuove città italiane e per ampliare la rete commerciale».

Qual è stato il valore aggiunto apportato dal player Backtowork24?         

«BacktoWork24 ci ha aiutato a incontrare manager e potenziali investitori che potevano apportare non solto un interessante contributo finanziario, ma anche un valore aggiunto rispetto alla nostra vision imprenditoriale. Grazie al lavoro della società del Gruppo 24 Ore in sinergia con Equinvest, il network di profili individuati è stato coerente rispetto al nostro settore di appartenenza; gli incontri one-to-one hanno attivato investimenti di capitali ma anche di competenze utili, che – siamo certi – daranno grande impulso al progetto».

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