Per Ubiquicom: innovazione e know-how tradizionale
« Accrescere l’efficienza e la sicurezza dei processi industriali con soluzioni di localizzazione outdoor e indoor basate su tecnologie non convenzionali» , è questa la mission di Ubiquicom, l’azienda milanese specializzata nei Real-Time Locating System (RTLS) grazie a sensori applicati ad asset, veicoli, macchine e persone.

A raccontare il percorso che li ha spinti fino a BacktoWork24 è il founder e CEO Stefano Sarasso, ingegnere con una grande passione per l’imprenditorialità: socio fondatore di un e-marketplace B2B nell’era della dot-com economy, poi executive in Accenture come consulente direzionale, dove ha lavorato per 15 anni aiutando clienti a innovare il proprio business in Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia, India e Stati Uniti. Dal 2014 Sarasso si dedica esclusivamente a Ubiquicom, spinto com’è dalla voglia di implementare e potenziare quella che non ama definire una “startup”, ma «una realtà che è nata diversi anni fa e cresciuta facendo affidamento sulle proprie risorse», per poi mostrarsi agli investitori con un’ossatura solida e un’identità forte.

Da alcuni mesi la vostra realtà è entrata a far parte del network di BacktoWork24, qual è stato il valore aggiunto apportato dal team del Gruppo 24 Ore?

«Un’azienda come la nostra – spiega Sarasso – che si rivolge al mercato dell’industria, per fare innovazione ed essere a sua volta innovativa, ha bisogno davvero di molto know-how “tradizionale”. Grazie a BacktoWork24 abbiamo avuto accesso a molteplici contatti con manager e imprenditori che hanno condiviso con noi la loro esperienza: profili altamente qualificati con un trascorso ultratrentennale nei rispettivi settori e competenze nell’ambito della Supply Chain, della Logistica e dell’Intellectual Property Management. Questo certamente è stato il punto di forza che ha caratterizzato il nostro percorso di “matching”: manager/investitori profilatissimi e davvero competenti».

Due di loro hanno investito sul progetto, uno è addirittura entrato nel board dell’azienda, credendo nel potenziale di un mercato in continua crescita…

«Ubiquicom è al centro di tutti gli attuali trend in ambito industriale: Internet of Things, Location-Based Services, Big Data, Workplace Safety: le nostre soluzioni e le nostre tecnologie sono annoverabili appieno nel paradigma della cosiddetta Industry 4.0, ci sentiamo protagonisti dell’innovazione che abilita la quarta rivoluzione industriale. Abbiamo già nel nostro portfolio-clienti alcuni gruppi di livello mondiale che hanno scelto di lavorare con noi a dimostrazione del valore della nostra offerta. Siamo davvero convinti che i nuovi manager potranno realmente dare un contributo importante alla nostra società, spingendo la crescita e professionalizzando ulteriormente la nostra offerta».

Le vostre soluzioni abilitano la localizzazione indoor e outdoor di merci, macchinari, veicoli, e anche personale. Come si coniugano servizi quali il tracciamento e la localizzazione con la privacy dei lavoratori?      

«La privacy è assolutamente tutelata giacché si tratta di suite di soluzioni per la sicurezza delle risorse umane impegnate in contesti di medio/alto rischio, non per il loro controllo: sulla piattaforma vengono infatti segnalate le posizioni dei lavoratori in pieno anonimato, viene poi fatto un detecting dello stato fisico in caso di incidenti, e analizzato il comportamento dei dipendenti rispetto alle consegne di utilizzo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) in loro possesso. Non c’è infine nessuna corrispondenza diretta tra i nostri tag attivi e l’identità del lavoratore, ma solo con la mansione del dipendente».

Come utilizzerete i fondi del round di finanziamenti che avete raccolto negli ultimi mesi?  

«Aumenteremo ulteriormente i nostri investimenti in “Ricerca & Sviluppo”, contestualmente struttureremo e potenzieremo l’attività di marketing e vendite. La nostra offerta si rivolge a un mercato, come quello italiano, a grande vocazione manifatturiera che può far leva, molto più che in altri paesi europei, sul nuovo paradigma dell’Industry 4.0. Su questo fronte, l’Italia può affermare davvero una sua leadership a livello internazionale, e in questo Ubiquicom ambisce ad essere un player abilitante. Grazie alle nostre tecnologie, infatti, potremo accrescere l’efficienza dei processi industriali, riducendone i costi e gli impatti derivanti da errori umani e rendendoli più sicuri per i lavoratori stessi. Tutto questo in preparazione all’espansione internazionale, per la quale abbiamo in programma per la fine del 2017 un nuovo round di finanziamenti, che auspichiamo essere di successo come quello concluso all’inizio di quest’anno».

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