Alessandro Resta (Futur-E Foiling): “Vi presento l’’automobile’ elettrica che vola sull’acqua”

Redazione BacktoWork 26/10/2021

Una startup italiana in prima linea nello sviluppo di un nuovo concetto di imbarcazione che sfrutta al massimo le potenzialità dell’elettrificazione in un crocevia tra l’industria nautica, quella aeronautica e l’automotive. Il risultato è Futur-E, un natante dalle parvenze estetiche di un’automobile ma che, al posto delle quattro ruote, ha altrettante ali (foil) che funzionano in maniera simile a quella degli aerei, con la differenza che, anziché deflettere il flusso dell’aria, sfruttano la forza dell’acqua per generare un sollevamento dell’imbarcazione che quindi “vola” sulla sua superficie.

A raccontarci la genesi, l’evoluzione e le potenzialità di questo inedito veicolo acquatico è Alessandro Resta, CEO di Future-E Foiling e Responsabile della Produzione di CentroStileDesign, lo studio di progettazione nautica e industriale nel quale Futur-E ha già cominciato a prendere forma.

Qual è l'idea da cui tutto ha avuto inizio?

L’idea è nata dall’esigenza di far volare sull’acqua le imbarcazioni, mantenendo però la navigazione stabile e sicura e con un sistema di ali in grado di integrarsi nelle forme della barca senza impattare esteticamente. 

Perchè e com'è nato il progetto?

Principalmente per trovare una soluzione all’impiego dell’elettrico nel mondo nautico. Secondo noi, per poter sfruttare al meglio le tecnologie dell’elettrificazione, l’unica soluzione è riuscire ad abbattere gli attriti con l’acqua e quindi adottare la soluzione delle ali foil che permettono allo scafo di uscire dall’acqua e “volare” con il minimo dispendio di energie.

Quando siete partiti e quanto avete impiegato per produrre il concept?

Futur-E è nelle nostre menti da anni, ma nella realtà lo sviluppo ha avuto inizio nel 2019 con l’obiettivo di partecipare all’annuale Foiling Week, manifestazione incentrata proprio sui progetti che utilizzano sistemi Foiling. L’obiettivo è stato raggiunto in pieno con la vittoria del concorso.

Che cosa c’è alla base del funzionamento di Futur-E?

Il suo cuore pulsante è il sistema cinematico che movimenta ogni singola ala (foil). Si tratta di una piattaforma Plug&Play che permette la gestione di ogni singola foil in maniera indipendente dalle altre tre.

Il loro funzionamento è paragonabile a quello delle ali degli aerei, ma ancora di più al mondo automotive: lo si può assimilare al meccanismo delle sospensioni attive che costantemente si adattano alle condizioni del terreno. Grazie al nostro sistema, l’imbarcazione potrà sollevarsi facendo uscire lo scafo completamente fuori dall’acqua e rendendolo estremamente maneggevole e stabile in navigazione.

Com’è nato il design di una barca così innovativa?

Innanzitutto da una forte ispirazione al mondo dell’automotive, che è sempre stato trainante per la nautica sia in termini di stile e ricerca del dettaglio, che per le tecnologie utilizzate. La mission, quindi, è stata quella di far percepire all’utente le forme, le dimensioni, il feeling nonché la praticità di utilizzo tipica di un’automobile.

Il risultato finale è una perfetta sintesi fra questi due mondi, capace quindi di attrarre un pubblico ancora più ampio.

Avete lavorato prima sull'ergonomia o prima sul design?

Grazie al supporto tecnologico che ci è stato fornito da CentroStileDesign, che vanta un’esperienza ventennale nell’ingegneria e nel design nautico, il progetto è stato condotto in un perfetto connubio tra design ed ergonomia, bellezza estetica e funzionalità.

Il risultato trasmette un feedback visivo da film di fantascienza. Come si arriva a progettare un modello così incentrato sull’aerodinamica?

Anche in questo caso, è stato il match tra il design e l’ingegneria a generare un impatto così futuristico. Non mi meraviglierei se un domani ci venisse richiesto per qualche scena di un film. Non dimentichiamo, infatti, che tutte le barche iconiche che hanno segnato il mercato nautico sono state usate in qualche pellicola.

Ci faccia un esempio…

Wally 118 nel film The Island.

Quando partirà e quanto durerà la fase di prototipazione?

All’inizio del 2022 e durerà circa cinque mesi. Oggi siamo al lavoro per completare entro fine anno la progettazione in tutte le sue parti.

Ogni scelta di design si inserisce in una visione più ampia. Come avete scelto i materiali con cui viene realizzato Futur-E?

È nostro obiettivo usare il più possibile materiali riciclati ed ecosostenibili per rimanere in linea con le normative green e ridurre il più possibile l’impatto ambientale.

Cosa pensa del processo che porterà ad azzerare le emissioni nocive oggi in agenda per molte città, Paesi e aziende?

Sì, il problema è planetario, poi ci sono culture e Paesi che si stanno adoperando per trovare sempre più soluzioni concrete e ad altre meno. Fa rabbia, per un amante del mare come me, vedere quotidianamente tonnellate di rifiuti galleggianti in mare e chiazze indefinite che offuscano la trasparenza dell’acqua. 

FUTUR-E

L'imbarcazione elettrica che grazie alla sua tecnologia foiling unica rivoluzionerà il mercato nautico

Scopri il crowdfunding →

Qual è il mercato di riferimento di Futur-E?

In realtà ne abbiamo identificato più di uno. Per la vendita del singolo sistema di controllo e movimentazione delle ali, il cliente ideale è il cantiere navale.

Nella sua veste finale di imbarcazione Foil Full Elettric invece la si può collocare sul mercato dei tender, quindi come barca d’appoggio per grandi navi negli spostamenti da terra a nave madre. 

Ma pensiamo anche al mercato delle taxi boat: nei contesti di acque interne e lagunari dove sono necessari veri e propri taxi per il trasporto e le normative anti inquinamento sono sempre più stringenti.

E perché no, anche al tradizionale mercato delle imbarcazioni da diporto, per gli appassionati di una nautica all’avanguardia ed estremamente innovativa.

Quali sono i vostri principali competitor e in cosa la vostra startup si distingue dalla concorrenza? 

I competitor da segnalare sono la francese SeaBubbles e la svedese Candela, entrambe pioniere nelle iniziative nautiche full elettriche e nell’uso di foil. 

Futur-E si distingue in prestazioni, autonomia e stabilità, e per il suo design futuristico che riesce - grazie anche al sistema cinematico compatto - a far sì che le ali siano ben integrate nelle forme. 

Che cosa vi aspettate dalla campagna di crowdfunding che avete lanciato?

L’obiettivo della campagna è di raccogliere fondi sufficienti per finanziare lo sviluppo e la produzione del primo prototipo.

E a medio e lungo termine?

Gli obiettivi a medio e lungo termine sono quelli di continuare lo sviluppo del sistema cinematico di movimentazione e scalarlo su progetti di imbarcazioni più grandi.

Nella nostra timeline, prevediamo la produzione di 5 imbarcazioni nel 2023, 10 nel 2024 e 20 a partire dal 2025.

Il gruppo di lavoro è italiano. Come fa un'azienda del vostro settore a essere sempre all'avanguardia?

Il gruppo di lavoro è principalmente italiano con aggiunte di tecnici esteri, top player, specialisti nelle loro mansioni. Siamo costantemente impegnati in ricerca e sviluppo perché comunque ci occupiamo di progetti prototipali che andiamo ad industrializzare e completare per i cantieri. Questo ci porta ad essere sempre aggiornati sulle nuove tecnologie e ad adottare le soluzioni più innovative che ci offre il mercato.

Futur-E è qualcosa di mai visto prima. Come si fa a realizzare una barca del genere senza poter contare su un benchmark e sulle richieste specifiche del cliente?

Siamo costantemente in contatto con le esigenze dei cantieri, quindi ci viene abbastanza naturale capire che scelte prendere senza per forza avere richieste specifiche. Spesso riusciamo ad anticipare quella che sarà la richiesta da parte loro proponendo soluzioni ed idee nuove.

Quali sono stati i passaggi salienti della sua storia professionale?

Nasco nel settore meccanico a cui sarò grato per sempre perché mi ha dato l’opportunità di girare il mondo fin da giovanissimo, facendomi relazionare direttamente con i clienti e arricchendomi professionalmente della capacità di gestire questo importante comparto del business.

Diciassette anni fa sono entrato a far parte del mondo nautico e nel team di CentroStileDesign ho avuto modo di prendere parte ai più innovativi progetti nautici, grazie alle collaborazioni con i cantieri migliori al mondo.

Regaleranno mai un Compasso d'oro ad un disegnatore di barche?

Ci sono disegnatori formidabili anche nel campo della nautica… Mai dire mai


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