Cloud computing: cos'è e quali sono i benefici per le aziende

Redazione BacktoWork 26/08/2020

Mandare su una “nuvola informatica” l'intera infrastruttura IT aziendale è possibile e può portare numerosi vantaggi. Secondo lo studio IDG Cloud Computing Survey 2020, il 92% delle aziende italiane ha il proprio ambiente IT nel cloud e il 55% utilizza già più cloud pubblici. Inoltre, secondo lo stesso studio, entro il 2021 almeno un terzo dei budget IT sarà destinato al cloud computing.

Grazie a questa tecnologia, i dati non sono conservati fisicamente nel luogo in cui vengono prodotti, bensì su server localizzati anche dall'altra parte del mondo e spesso condivisi con altri soggetti, aziende o privati che siano.

Ad essere ospitati altrove, e non in locale, non sono soltanto i dati ma spesso una gran parte o addirittura l'intera struttura IT di un'azienda: dagli applicativi ai software, passando per risorse di archiviazione, di rete e database.

Questo significa che chi sposa completamente la logica del cloud computing, a fronte del pagamento di canoni periodici per i servizi ottenuti, deve dotarsi in loco semplicemente di device che consentano l'accesso al servizio e di una buona connessione Internet.

Saas, PaaS, DaaS e IaaS

Come detto, l'adozione di questa metodologia può coinvolgere in tutto o in parte l'infrastruttura IT di un’azienda e pertanto esistono diversi approcci al cloud che possono essere utilizzati anche in combinazione:

  • Software as a Service (SaaS). I software utilizzati dall'azienda, dai gestionali ai programmi di posta elettronica, vengono utilizzati via Internet mediante un'applicazione web.
  • Platform as a Service (PaaS). L'azienda cliente acquista l'uso della piattaforma su cui vengono sviluppati i software necessari alla propria attività. In sostanza si possono sviluppare i propri applicativi avendo a disposizione tutto l'hardware e il software di base necessari per queste operazioni (inclusi linguaggi di programmazione e librerie).
  • Desktop as a Service (DaaS). In estrema sintesi è un servizio che consente all'utente l’accesso da qualsiasi device ma soltanto ai dati per cui possiede le autorizzazioni, lavorando come se li avesse disponibili in locale.
  • Infrastructure as a Service (IaaS). Parliamo della trasformazione delle risorse fisiche dell'azienda in risorse logiche, di “softwarizzazione” dell'intera struttura IT e dunque anche dell'hardware che non è più presente in azienda, ma viene utilizzato come un servizio.

I benefici per le aziende

I vantaggi della gestione dei propri dati con questo metodo sono molteplici. Non a caso lo studio IDG Cloud Computing Survey 2020 sostiene che “l’accelerazione della migrazione sul cloud è una chiara dimostrazione di come il mercato abbia risposto alla pandemia e al relativo lockdown. Molte aziende hanno saputo cogliere i vantaggi offerti da un’infrastruttura cloud flessibile, come ad esempio la rapida implementazione di nuovi flussi di lavoro, la visibilità sull’impiego delle risorse e il miglioramento degli SLA (Service Level Agreement)”.

In particolare i vantaggi più importanti sono:

  • Flessibilità. Non investendo in infrastrutture fisiche è più facile e veloce dimensionare il servizio sulla base delle necessità di crescita di un'azienda, liberandosi di questioni come ammortamenti e obsolescenza e mantenendo il tutto nel conto economico.
  • Eliminazione di alcuni costi. Strettamente legato al punto precedente, trasformare gli investimenti necessari in canoni periodici omnicomprensivi (con manutenzione, aggiornamenti ecc.) può comportare un considerevole abbattimento dei costi fissi. Il che significa che anche le realtà economiche più piccole possono arrivare a permettersi l'uso di tecnologie evolute.
  • Sincronizzazione. Importantissima la possibilità di poter lavorare i documenti aziendali in contemporanea tra colleghi con la certezza di avere a disposizione l'ultima versione, ma anche di poter consultare quelle precedenti avendo traccia delle modifiche. Una considerevole riduzione di tempo e spazio.
  • Aggiornamento costante. In un mondo in continua evoluzione, grazie al cloud non è più necessario avere del personale interno che si occupi di aggiornare i software, con il conseguente rischio di fermi e di richieste di assistenza al fornitore. Il tutto avviene automaticamente e se ne occupa chi eroga il servizio.

”Tuttavia - afferma lo studio IDG - nonostante i vantaggi, le imprese considerano ancora la sicurezza informatica e la protezione dei dati come la sfida più grande all’adozione del cloud, se non addirittura un ostacolo. Queste riserve possono essere superate con l’adozione di misure strategiche. Ad esempio, le organizzazioni dovrebbero rispettare la corretta configurazione dei carichi di lavoro in-the-cloud, assicurarsi che i propri dipendenti ricevano raccomandazioni in tema di cybersecurity awareness, e infine dovrebbero utilizzare soluzioni dedicate per proteggere le piattaforme e le applicazioni in-the-cloud."


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