Cyberbullismo, gli adolescenti sono i più esposti ai pericoli della rete

Redazione BacktoWork 21/04/2021

I reati sul web sono aumentati in maniera molto importante e preoccupante e gli attacchi colpiscono, sempre più spesso, i giovanissimi. Secondo la Polizia postale nel 2020 sono stati registrati 4.208 casi di reati ai danni di minorenni, nel 2019 erano 2.379. Si va dalla pedopornografia al cyberbullismo, dal furto dell’identità digitale al sextortion, per finire con le classiche truffe online. I dati sono stati raccolti dalle forze dell’ordine grazie al lavoro del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo).  

La diffusione di materiale illegale 

Purtroppo è sempre più frequente il commercio di immagini di violenza sessuale ai danni di minori, ma anche lo scambio di altro materiale illegale. Le foto fanno il giro del web e raggiungono una vasta condivisione tramite i maggiori sistemi di messaggistica (WhatsApp su tutti). L’uso di questi strumenti ha fatto aumentare anche il numero delle persone indagate: 663 nel 2019, 1.261 nel 2020. 

Mai come in questo caso c’è un cambio di passo allarmante rispetto al passato. Qualche tempo fa lo scambio di foto erotiche avveniva principalmente tra adulti o ragazzi delle scuole superiori, adesso l’età si è ridotta notevolmente. E non mancano di conseguenza episodi di sextortion, ovvero l’estorsione sessuale derivata dallo scambio di immagini a sfondo sessuale. 

Altro dato preoccupante è l’incremento dei minori adescati in Rete, si può arrivare anche a bambini di nove anni. Una preda facile da raggirare e allo stesso tempo ritenuta ideale dagli adescatori. 

Le conseguenze del cyberbullismo sui giovani

L’utilizzo crescente della tecnologia, cui la pandemia ha costretto i minori in questi mesi, ha purtroppo contribuito ad una forte crescita degli abusi online e in generale ha determinato una maggiore esposizione ai pericoli digitali. Questi dati sono stati evidenziati da Telefono Azzurro che ha messo in luce come a subirne le conseguenze siano soprattutto i giovani. Gli episodi di violenza in Rete provocano ai giovanissimi episodi di ansia, malessere e vergogna. Sono frequenti problemi di depressione e scarsa stima nei propri confronti, con effetti che potrebbero perdurare anche per molti anni se non supportati adeguatamente da familiari, amici e da psicologi esperti dell’età evolutiva. Secondo l’associazione, il 13% degli utenti ha riferito di aver provato a compiere degli atti contro la sua stessa persona, il 5% ha tentato il suicidio, un altro 13% ha pensato di togliersi la vita. Si tratta in totale del 31% di giovanissimi che ha manifestato gravi stati di malessere. Tutto ciò è aumentato a causa della pandemia e dei suoi effetti (su tutti il distanziamento sociale e l’isolamento). Oltre 9 adolescenti su 10 hanno dichiarato di sentirsi soli (+10% rispetto alla precedente rilevazione).

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Sicurezza ed educazione in rete 

Ormai da alcuni anni Microsoft realizza il Digital Civility Index che paragona le varie nazioni, analizza le tendenze e le percezioni di grandi (fascia 18-74 anni) e piccoli (fascia 13-17 anni) in merito alla sicurezza online, al livello di esposizione ai rischi della Rete e all’educazione civica digitale. L’Italia si trova attualmente al dodicesimo posto, su 32 Paesi esaminati. In vetta ci sono i Paesi Bassi, seguiti da Regno Unito e Stati Uniti: ultimo posto per il Sudafrica.

Secondo questa ricerca i giovani, in generale, riescono con maggiore efficacia ad evitare i rischi, peggiora invece il dato relativo agli adulti. L’Italia, in questo caso, mostra un andamento differente: rispetto al 2019 migliora l’esposizione ai rischi online tra i più grandi (-5%), peggiora quella tra gli adolescenti (+1%)

La ricerca del Digital Civility Index ha scoperto che il 23% degli italiani intervistati ha notato un peggioramento della vita virtuale. I motivi principali sono da ricercare nelle notizie false (le cosiddette fake news) e nella frustrazione causata dal periodo alquanto complesso che va avanti ormai da oltre un anno. Nonostante questo, però, l’educazione digitale in Italia ha fatto dei passi in avanti per il 28% degli intervistati

Sulla questione si è espressa qualche tempo fa anche Silvia Candiano, amministratore delegato di Microsoft Italia: “Il Microsoft Digital Civility Index di quest’anno riflette inevitabilmente quello che è stato il nostro vissuto, in un momento storico complesso come quello attuale. Abbiamo assistito ad un aumento della forbice tra comportamenti corretti e inciviltà con una crescita da un lato del senso di vicinanza e condivisione tra le persone, che ha condotto a una maggiore solidarietà anche online, dall’altro il moltiplicarsi di comportamenti scorretti, episodi sempre più frequenti di fake news ed hate speech”. 

Con la pandemia aumentano i crimini informatici

A lanciare l’allarme è anche Nunzia Ciardi, direttrice del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni, che a la Repubblica ha parlato del fenomeno in continuo aumento dei crimini informatici. “La pandemia ha avuto una valenza potentissima non solo sotto il profilo sanitario, ma ha anche agito come potentissimo acceleratore della digitalizzazione. Ha innescato fenomeni - è l’analisi della direttrice Ciardi - da cui non si tornerà più indietro. E da una parte la tecnologia è stata di grandissimo supporto nel mantenere i contatti affettivi, i rapporti lavorativi, lo studio; dall'altra l'allargamento della superficie digitale ha presentato enormi rischi con l'innalzamento della percentuale di crimini informatici".


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