Francesco Palla, NTR Biosensors: "I trend dell'Internet of Medical Things e la soluzione innovativa per la riabilitazione"

Redazione BacktoWork 15/03/2023

Un sistema integrato dedicato a chi deve affrontare un percorso di riabilitazione a seguito di un intervento chirurgico, frattura o trauma agli arti inferiori ed agli specialisti che ne seguono il recupero: abbiamo incontrato il COO di NTR Biosensors Francesco Palla, per approfondire insieme il progetto wearable medtech dedicato alla riabilitazione ortopedica e i possibili sviluppi futuri.

Come è nata la startup NTR Biosensors?

NTR nasce da un’esperienza personale di uno dei fondatori, ovvero un incidente sugli sci che ha causato la rottura del piatto tibiale ed una lunga riabilitazione. Alla dimissione, l’indicazione medica è stata di monitorare il carico poggiato sull’arto operato partendo da 10kg fino ad arrivare al completo peso corporeo dopo qualche mese, eseguendo delle prove su una bilancia meccanica. L’imprecisione del metodo e la mancanza di adeguati dispositivi ausiliari alla riabilitazione fuori dalla clinica ci ha spronati a costituire NTR, startup produttrice di wearable device nel campo del Medical IoT. 

In quale mercato puntate ad inserirvi con il progetto ORME? Quali sono le potenzialità?

Con il progetto ORME puntiamo ad inserirci nel mercato delle soluzioni Internet of Medical Things con un duplice modello di business: il wearable e la app (ORME) verranno forniti direttamente al paziente, che è l’utente che maggiormente beneficia dal sistema. Il software professionale (ORME PRO) verrà invece venduto alle cliniche ed ospedali attraverso licenze ed usufruibile in SaaS. Il segmento di mercato del IoMT è in fortissima crescita con un CAGR a 3 anni del 36% nella generazione di dati medici (EY) originati dalla rilevazione di metriche fisiche attraverso sensori indossabili.

Chi sono i vostri competitor e quali sono i caratteri distintivi del vostro device?

In Italia ci sono due sistemi basati sulla combinazione soletta sensorizzata e software ma nessuno dei due fornisce una app per il paziente. Sono sistemi B2B con bassa fruibilità per il paziente e si collocano più fra gli strumenti da laboratorio utilizzabili dallo specialista, dato il prezzo molto elevato (anche >€10.000) . ORME, invece, è progettato per far assumere al paziente un ruolo centrale ed attivo nella propria riabilitazione, ed è al momento la soletta medica con il prezzo più basso in tutta Europa, motivo per cui rappresenta l’unico sistema medico la cui componente wearable è acquistabile direttamente dal paziente.

NTR Biosensors

Il wearable medtech dedicato alla riabilitazione ortopedica

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Insieme al device wearable, ORME Mobile App è lo strumento integrato a diretta disposizione del paziente, che sarà integrata con sistemi di machine learning e intelligenza artificiale. In che modo?

La componente con l’AI in realtà sarà ORME PRO, ovvero il software professionale a disposizione dello specialista. Con l’inserimento di dati anagrafici/fisici e clinici (criptati e resi anonimi) e tutti i dati relativi all’andamento dell’attività riabilitativa basata sul carico del peso, l’algoritmo sarà in grado di effettuare un’associazione tra il nuovo paziente e tutti i pazienti che hanno caratteristiche simili. In base a queste informazioni il sistema sarà in grado di creare un “profilo tipo” per tutti quei pazienti che presentano caratteristiche simili ed un percorso di riabilitazione simile, in modo tale da poter già suggerire fin dalla fase di upload di un nuovo paziente un piano riabilitativo standard e le relative tempistiche previste. Questo può fornire un importante supporto agli specialisti nella pianificazione iniziale e soprattutto permettere di tagliare tempi e costi relativi a tale attività.

Dal 2019 avete stretto partnership con importanti centri di ricerca: può darci qualche dettaglio?

L’idea è stata sviluppata internamente alla startup ma abbiamo coinvolto anche Università, Centri e Ospedali per avere dei riscontri e feedback costruttivi dal mondo medico-scientifico. Abbiamo un pre-accordo con l’Ospedale San Gerardo di Monza per un trial clinico di validazione del sistema e lavoro di tesi di un ortopedico specializzando, una collaborazione col dipartimento di Fisiologia dell'Università Bicocca (Milano) per un progetto sull’allenamento dei golfisti, una collaborazione con la Clinica IGEA per l’applicazione del wearable nel test di Romberg (neurologia) e siamo ben inseriti nel contesto dell’IIT, in particolare con la sede di Lecce in quanto specializzata sui sensori in ambito biomedicale.

A che punto siete del vostro processo di crescita e quali sono i prossimi sviluppi (anche in relazione alla raccolta di capitali attraverso il crowdfunding)?

Al momento stiamo validando la configurazione della soletta più adatta ai nostri obiettivi di mercato, guidati dalle richieste specifiche di ortopedici e fisioterapisti. A breve testeremo il wearable in uno degli studi affiliati all’Università Bicocca per effettuare delle prove in dinamica e, una volta validato anche questo ultimo test di laboratorio, siamo pronti per l’industrializzazione del prodotto e l’avvio dei trial clinici su pazienti.

Con il raggiungimento dell’obiettivo di raccolta massimo saremmo in grado di arrivare a mercato entro la fine dell’anno ampliando il team tecnico, investendo in macchinari ed anticipando lo sviluppo della linea sportiva, mentre con i €100.000 dell’obiettivo minimo l’ingresso nel mercato sarebbe rimandato di circa 3 quarters.




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