GAIA, Arianna Pozzi: “Siamo gli unici attenti alle emozioni dell'utente"

Redazione BacktoWork 21/12/2020

Una startup innovativa rivolta alle adolescenti che grazie all’intelligenza artificiale risolve il problema dell’outfit da indossare empatizzando con l’utente: è questo il progetto di GAIA di Arianna Pozzi, fondatrice dell’impresa che ha ideato a soli 14 anni.

Di cosa si occupa la startup e com’è nata l’idea di fondarla?

Gaia è un’impresa emergente dell’ambito fashion che si pone l’obiettivo di risolvere il seguente dilemma delle ragazze e non solo: “Che cosa dovrei indossare per sentirmi al meglio?”. Una domanda che soprattutto nella fase adolescenziale è molto sentita perché attraverso il look affermiamo anche la nostra personalità. GAIA riesce a ovviare a questo problema consigliando all’utente l’outfit perfetto per lei/lui in base ai suoi gusti e alle sue emozioni. L’aspetto fondamentale di GAIA è infatti quello emotivo: non solo impara a conoscere chi le si rivolge (quali sono i propri brand e stili preferiti), ma comprende anche come un particolare vestito faccia sentire e quali emozioni si associno a quel prodotto. GAIA rappresenta e virtualizza la figura dell’amica del cuore conoscendo i gusti dell’utente e consiglia l’outfit perfetto grazie all’intelligenza artificiale.

L’idea di fondare una startup è nata partendo dalla mia passione per la moda. Sin da piccola sono sempre stata molto affascinata dal mondo fashion e a tre anni pretendevo già di scegliere come vestirmi nonostante indossassi il grembiule per andare a scuola e il mio outfit non lo vedeva nessuno. Dato che le mie amiche mi hanno sempre ritenuta un punto di riferimento per la scelta del look mi sono chiesta come poter trasformare questa mia passione in qualcosa di concreto e reale. Da lì ho pensato di creare GAIA, non prima di averne parlato con mio papà dato che all’epoca avevo solo quattordici anni. Lui mi ha spiegato che tramite l’intelligenza artificiale sarebbe stato possibile e quindi siamo partiti creando un team con tanta esperienza e competenza composto da due professori dell’Università Roma Tre che sono anche soci, Francesco Riganti e Antonino Laudani, che hanno creato in-house gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, e Massimo Nicolardi (CTO)  che si occupa dello sviluppo della piattaforma tecnologica e delle applicazioni. Per la parte di mercato e di business development siamo supportati da Elena Viezzoli (imprenditrice e Vicepresidente di Confindustria Marche) e Michele Monaco (Presidente dell’associazione Thiene.org che si occupa di open innovation).

Come funziona GAIA?

La funzione principale della piattaforma è quella che consiglia gli outfit agli utenti. Prima di suggerire cosa indossare, chiede all’utente come sta e, in base all’umore, procede nel suggerire l’outfit adeguato. GAIA è infatti dotata di 8 tipi di emozioni: felice, triste, sicuro, insicuro, arrabbiato, aggressivo, romantico e calmo.

Il software deve inoltre conoscere anche il guardaroba di chi ne usufruisce, e ciò avviene con il caricamento dei capi d’abbigliamento nel sistema attraverso foto e appositi tag: tipo di capo, colore, brand, emozioni associate. GAIA propone così in base al mood dell’utente alcuni outfit, sia con i capi già nel suo armadio, sia suggerendo l’acquisto di nuovi capi e accessori che può avvenire attraverso i siti dei partner, come Yoox, e a breve all’interno del marketplace che sarà attivato sulla nostra piattaforma. 

La piattaforma ha poi altre due funzioni:

  • Gossip, che permette agli iscritti di mostrare i propri outfit e ricevere feedback emotivi dalla community;
  • Shop, che consente agli stilisti emergenti di mostrare e vendere in piattaforma i loro prodotti sotto forma di virtual goods.

GAIA

la piattaforma fashion-tech che consiglia gli outfit migliori sulla base delle emozioni

Scopri il crowdfunding →

Qual è la vostra strategia di comunicazione e come avete fatto a far conoscere GAIA agli utenti?

In una fase iniziale abbiamo contato sul passaparola, poi abbiamo creato delle campagne su Instagram e Facebook. Ciò che ci ha però permesso di far crescere gli utenti registrati del 1.700% da maggio a luglio è stato Tik Tok. Alcune ragazze che utilizzavano GAIA e che si sono appassionate tanto da diventarne ambassadors hanno fatto dei video in cui mostravano l’applicazione che in breve tempo sono diventati virali e ci hanno portato un picco di registrazioni.

Quanti fondi avete raccolto nella campagna di crowdfunding e come intendete utilizzarli?

Per il momento abbiamo già ampiamente superato l’obiettivo minimo di 100 mila euro (quello massimo è di 400 mila). La somma raccolta verrà utilizzato per campagne di marketing, con l’obiettivo di incrementare la base degli utenti e gli acquisti attraverso la piattaforma e per migliorare il prodotto aggiungendo nuove funzionalità basate sull’artificial intelligence, come ispirare i propri outfit a quello delle celebrites, e realizzare il marketplace integrato nell’applicazione.

Qual è il vostro piano di crescita per il prossimo biennio?

Nella road map c’è il consolidamento nel mercato italiano e l’approccio a quello europeo in modo da raggiungere, entro il 2021, la soglia degli 80 mila utenti (ora sono 16 mila) e portare circa 30 brand in piattaforma. Come detto, abbiamo anche in programma di creare un marketplace. Ora su GAIA sono presenti solo i marchi più noti che già sono dotati del loro e-commerce, ma ci sono anche moltissimi brand e stilisti emergenti che ne sono privi: vorremmo quindi, tramite il nostro marketplace, dare anche a loro la possibilità di vendere attraverso GAIA ed essere conosciuti. Nel 2022 vogliamo poi approcciare il mercato worldwide e arrivare a 315 mila utenti e ad oltre 100 brand.

Quali sono i vostri punti di forza e cosa vi distingue dalle imprese concorrenti?

Una delle nostre peculiarità è l’alta personalizzazione delle proposte. Nessuno dei nostri competitors tiene infatti conto delle emozioni dell’utente quando consiglia un outfit. Un altro punto di forza di GAIA è poi il target a cui si riferisce: noi ci riferiamo ai teenagers/Generazione Z che, nonostante costituiscano una delle fasce più appassionate di moda, vengono in gran parte trascurati dalle piattaforme di fashion. Da citare è anche la scalabilità delle nostre proposte: in pochissimi secondi ogni utente riesce ad avere l’outfit.

La pandemia ha influito sul vostro agire?

Il nostro primo servizio “Ask” che permette all’utente di chiedere l’outfit a GAIA è stato rilasciato il 23 marzo, dunque siamo partiti in pieno lockdown. Nonostante la limitazione degli spostamenti e la riduzione delle occasioni di socialità per cui si rendeva non necessaria la scelta dell’outfit, gli utenti lo hanno subito utilizzato. C’è poi stato un incremento dell’utilizzo verso maggio quando le restrizioni sono state allentate e si è potuti tornare ad uscire. La pandemia non ci ha però danneggiato più di tanto, anzi forse il contrario. GAIA virtualizza infatti anche la figura dell’assistente alle vendite: se prima l’utente poteva andare nel negozio per farsi consigliare, con l’emergenza sanitaria è diventato più difficile instaurare questo rapporto fisico che è andato sostituendosi con quello virtuale.


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