L'esperienza di Snaminnova: come l'Open Innovation può migliorare la cultura aziendale e portare valore nella grande impresa

Gianni Balduzzi 27/05/2022

Snam è un’importante realtà che tutti conoscono per essere il principale operatore europeo nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale, con un'infrastruttura in grado di abilitare la transizione all'idrogeno, oltre che per la spinta verso la transizione energetica, con investimenti nei gas verdi e nell’efficienza energetica.

Apparentemente una realtà che per dimensioni e storia può sembrare molto lontana da quella delle startup e delle piccole imprese innovative. Eppure da più di un anno è nata, in collaborazione con Cariplo Factory, Snaminnova, l’iniziativa di Open Innovation di Snam, che accelera l'innovazione valorizzando conoscenze ed esperienze per sviluppare soluzioni di ultima generazione.

Per saperne di più su questa esperienza, per capire come sta andando e quali sono i primi risultati abbiamo incontrato Cecilia Visibelli, Head of Digital Transformation & Technology Open Innovation Hub, Caterina Cammarata,Innovation Ambassador e Giuseppe Paolì, Innovation Ambassador Leader.

Buongiorno, grazie per questa opportunità di confronto. Innanzitutto vorrei chiedervi come è nata Snaminnova, perché, e, soprattutto, come si sta sviluppando

[Cecilia Visibelli] Innovare viene dal latino, significa creare qualcosa di nuovo, per noi l’innovazione è la modalità con cui intendiamo costruire il futuro.

Vogliamo sviluppare le tecnologie più innovative e farle incontrare con le competenze che contraddistinguono le persone che lavorano in Snam. L’obiettivo è affrontare la sfida più importante in questo momento per il nostro settore, ovvero la transizione energetica.

È per questo che nel 2021 è nata Snaminnova, il nostro programma di Open Innovation, che vuole valorizzare le competenze interne creando un collegamento tra queste e le startup più innovative sul mercato.

Snaminnova vive su una piattaforma digitale sulla quale vengono continuamente sviluppati i tre filoni principali su cui operiamo:

  • L’innovazione interna
  • L’innovazione esterna
  • La cultura dell’innovazione

Per quanto riguarda la prima abbiamo sviluppato un contest sul tema del net zero carbon che ha interessato tutti i colleghi, mentre per ciò che concerne la seconda abbiamo lanciato diverse call che avevano l’obiettivo di identificare soluzioni digitali che potessero rispondere alle esigenze delle varie aree di business.

Il filone della cultura dell’innovazione si è declinato, invece, nella nascita di 50 Innovation Ambassador, quest’anno diventati 74, che rappresentano e promuovono l’innovazione all’interno di Snam.

L’attività di questi 50 Innovation Ambassador è solo interna o si proietta anche verso l’esterno? Come è avvenuta l’individuazione di queste figure?

[Cecilia Visibelli] È stata all’inizio soprattutto interna, ma sempre più gli Ambassador si rivolgono verso altre realtà, del resto per definizione l’attività di Open Innovation è caratterizzata da un’apertura verso l’esterno, dalla contaminazione tra questo e una cultura aziendale già esistente che si è formata negli anni.

Il modo migliore per portare avanti questa attività per noi è puntare sulle persone. Per questo è stata lanciata una call for Ambassador, ne sono stati scelti 50, tra le 100 candidature spontanee ricevute per la prima edizione di Snaminnova, che si sono contraddistinti per il proprio mindset innovativo.

Appartengono a tutte le business unit, hanno poi intrapreso un vero e proprio percorso di formazione di 700 ore e hanno lavorato nella nostra Centrale delle Idee, che è il nucleo centrale della nostra attività di innovazione interna.

Il risultato è stato sorprendente, questi colleghi sono diventati un motore propulsivo in Snam, come delle piccole startup.

Lo spirito di squadra, di condivisione e di partecipazione che ha caratterizzato la competizione per diventare Ambassador ha aiutato molto in un momento particolare, quello dello smart working totale durante la prima fase della pandemia, in cui la vita di ufficio non poteva svolgere una funzione aggregante.

Ora per il 2022 sceglieremo, sia per la parte di innovazione interna che per quella esterna, un altro grande tema strategico.

La community di Innovation Ambassador, che si è ampliata, aprendosi anche alle altre società del Gruppo, lavorerà anche sulla valutazione delle startup e sulla collaborazione con realtà esterne.

Abbiamo anche pensato di aggiungere dei momenti di team building, networking e eventi, e la piattaforma Snaminnova sta acquisendo una nuova veste grafica ed esperienziale.

Lascio però la parola a Caterina Cammarata, che saprà descrivere bene le nostre attività.

Quale è stata la più positiva e rappresentativa tra le vostre attività come Innovation Ambassador?

[Caterina Cammarata] Come accennava Cecilia una delle esperienze più interessanti è stata l’intervento sulla piattaforma di Snaminnova. Abbiamo cercato di ridisegnare questo sito perché sappia raccontare la nostra attività ai colleghi, le porti ad abbracciare l’innovazione, farla sentire come parte integrante del proprio lavoro e non come qualcosa di staccato, di distante.

Vogliamo avvicinare la tecnologia alle persone.

Oggi a poco più di un anno dalla sua nascita, Snaminnova è un progetto diverso da quello iniziale, non è più un insieme di aspettative, ma rappresenta un’esperienza concreta, formativa ma soprattutto progettuale.

Non si tratta solo di una revisione estetica della piattaforma, ma anche della creazione di una user experience nuova, che consenta il dialogo tra Snam e tutto il mondo dell’Open Innovation, quindi anche agli stakeholder esterni.

Chiunque voglia proporre attività innovative lo potrà fare attraverso il sito rinnovato, in cui sarà possibile dare un volto ai team che lavoreranno ai vari progetti. Perché siamo un’azienda fatta di persone.

Vi è qualche collaborazione con startup che vi fa piacere raccontare?

[Giuseppe Paolì] Il programma Snaminnova contiene tante progettualità, tra cui quelle che fanno capo al filone dell’innovazione esterna. Questo ha l’obiettivo di provare a rispondere alle esigenze di innovazione che nascono in Snam nelle diverse business unit interne attraverso l'utilizzo di soluzioni che provengono dall’ecosistema esterno, prevalentemente quelle che vengono realizzate da soggetti come startup e Pmi.

Il tema prescelto nell’ultimo anno è stato quello dell’innovative learning: abbiamo cercato strumenti digitali che potessero migliorare la nostra formazione aziendale. Nello specifico gli ambiti di ricerca sono stati tre:

  • I contenuti
  • Il processo formativo
  • L’esperienza degli utenti

Nell’ultimo l’obiettivo era migliorare l’ingaggio e avvicinare le persone alle attività di formazione.

La fase iniziale di candidature per questo progetto è stato particolarmente entusiasmante. Sono state ben 96 le startup candidate, italiane e internazionali.

Chi avete selezionato alla fine?

[Giuseppe Paolì] Il processo di selezione ci ha portato alla fine alla scelta di due aziende, SkillGym e Rising Pixels.

La prima è una startup che, usando l’intelligenza artificiale, con cui analizza le conversazioni critiche, permette di lavorare sui comportamenti delle persone. L’abbiamo personalizzata ed integrata con il nostro modello interno delle competenze .

La seconda è, invece, una software house esperta nella gamification. Con questa abbiamo realizzato un’esperienza di gioco customizzata per Snam, la stiamo sperimentando con la community degli Innovation Ambassador e vorremmo usarla per le attività di team building all’interno dell’azienda.

A quanto capisco i benefici dell’interazione con queste due startup sono stati reciproci, avete utilizzato i loro servizi all’interno di Snam e grazie a ciò esse sono cresciute, è esatto?

[Giuseppe Paolì] Sì, penso sia questo il valore profondo dell’Open Innovation. È stato un bellissimo percorso per entrambe le parti, le startup hanno messo a disposizione le proprie competenze e soluzioni e noi le abbiamo supportate nello sviluppo di queste ultime. Inoltre le due imprese hanno potuto confrontarsi con una grande azienda strutturata, caratterizzata da processi ben precisi.

È stato un bello scambio non solo dal punto di vista dell’innovazione, ma anche della cultura.

È stato l’incontro di due mondi che spesso sono molto lontani, potremmo dire

[Giuseppe Paolì] Sì, infatti, ma mettendo in campo una logica sinergica siamo riusciti a portare avanti progetti di successo

[Cecilia Visibelli] Vorrei aggiungere che all’ultimo Innovation Committee, un comitato di manager di tutte le aree che si riunisce periodicamente per decidere le innovazioni e le nuove tecnologie da adottare, hanno partecipato anche queste due startup, che hanno raccontato la propria esperienza. Possiamo dire che Snam è una grande corporate che sa mettersi in ascolto per capire cosa è andato bene e cosa vi è da migliorare.

A mio avviso si è trattato di un ulteriore momento significativo dal punto di vista culturale.

Sulla base della vostra esperienza cosa si dovrebbe fare per incrementare le iniziative di Open innovation nelle grandi imprese? È una questione di cultura aziendale o vi può essere una spinta esterna a livello sistemico?

[Cecilia Visibelli] Quello che abbiamo fatto in Snam per agire al meglio è stato ascoltare l’esperienza di altre aziende che prima di noi si erano cimentate con l’Open Innovation e poi partire dai principali processi strutturali, quali ad esempio quelli del procurement, per capire come queste esperienze di innovazione possano aiutare.

 Dopo un anno di revisione, questi processi sono stati ridisegnati ad hoc con l’obiettivo di renderli più adatti alle realtà con cui dobbiamo interfacciarci, incluse startup e università.

Adesso riusciamo ad avere un contratto per una sperimentazione in non più di 12 giorni.

Quindi possiamo dire che in questo caso è la semplificazione delle procedure interne a rappresentare un importante boost per l’Open Innovation

[Cecilia Visibelli]  Assolutamente sì

[Giuseppe Paolì] Se posso aggiungere, a mio avviso un grande valore è quello rappresentato e fornito dalla cultura e dalla formazione. Lavorando su queste, sensibilizzando le persone sull’importanza dell’Open Innovation si riescono ad attivare progetti di questo tipo.

Un esempio è il rinnovo del sito, di cui parlavamo prima: gli innovation Ambassador hanno messo le proprie competenze specifiche a disposizione di tutto il programma.

Sono le persone che credono nell’innovazione che creano valore.

[Caterina Cammarata] Per quanto mi riguarda fare parte di questi progetti ha creato in me un attaccamento maggiore a Snam, mi ha reso più orgogliosa di fare parte di una società che è attenta a questi temi, all’innovazione, alla crescita delle persone.

È questo che rende vincente il programma: la cultura, l’energia, la voglia di fare.

Grazie mille a tutti voi e buon lavoro

[Caterina Cammarata] [Cecilia Visibelli] [Giuseppe Paolì] Grazie a lei


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